L’ elaborazione del lutto

Non ha tempo, non si può quantificare, è una strada tortuosa la cui fine non si può prevedere.
Anche dopo innumerevoli anni, la persona scomparsa ricompare in un sogno o nel dormiveglia, facendo raffiorare un profondo senso di nostalgia e di vuoto.
Allora un nodo prende nuovamente la gola e quel senso di “chiusura” ci fa sentire un po’ più vicini a chi se n’ è andato.
Quella strada così difficile da percorrere, lascerà intravedere un giorno un barlume di luce e allora la vitalità di chi è rimasto riuscirà a sopraffare il senso di perdita.
Forse, allora, la vita “avrà la meglio” sulla morte.

Dott.ssa Sonia Costalla