Scambio e riconoscenza

Il miglior regalo di Natale per me, come Psicoterapeuta, è ricevere un messaggio, durante le feste, da parte della mamma di una giovane paziente che mi ringrazia per la serenità familiare raggiunta in questi mesi. Ora sono io, come terapeuta che ringrazio, sulla scia degli ultimi giorni dell’anno, tutte quelle persone che anno creduto e si sono affidate a me e mi hanno messo in mano la loro vita. Il mio augurio è che, nonostante il bagaglio delle loro esperienze, spesso dolorose, trovino sempre la forza per sentire il calore del sole nella loro anima. Alzando gli occhi verso l’azzurro terso del cielo, possano sentirsi leggeri come piume, oltre il peso del loro fardello…

Dott.ssa Sonia Costalla

L’umiltà

L’umiltà è quell’ “elegante signora” che permette di guardare allo specchio noi stessi e le persone a cui diciamo di volere bene, per ammettere i nostri errori…vuol dire grandezza d’animo, sincerità e coraggio.

Dott.ssa Sonia Costalla

Frase di Socrate

Il segreto del cambiamento è mettere tutta l’energia per costruire il nuovo, non per combattere il vecchio…

Un nuovo giorno

Per credere nel domani che verrà, bisogna aver fatto i conti con ieri che è stato e con ora che si sta vivendo.

Dott.ssa Sonia Costalla

Educare alle regole

L’educazione e il rispetto insegnati da bambini, evitano di creare adulti da punire.

Dott.ssa Sonia Costalla

Padova, bimbo di 5 mesi scosso dalla mamma

I fatti accaduti recentemente alla mamma del neonato di 5 mesi, deceduto per essere stato scosso violentemente, in quanto insonne, mi fanno riflettere su quanto sia delicato il ruolo di madre, dopo il parto, ma in generale, nel corso di tutta la relazione con i figli.
Le neo mamma nel dover affrontare la loro quotidianità, nella gestione del neonato, devono spesso fare i conti con le proprie insicurezze e fragilità e spesso con “il male nascosto”, che è la depressione post partum.
Credo che la mamma in questione fosse depressa; saranno gli esperti a verificarlo, non credo che si sia trattato come sostiene lei, di un “black out”. Sento solo come professionista, di consigliare alle neo mamme, di non sottovalutare, né di vergognarsi, di fronte a segnali di disagio, rispetto all’accudimento del loro piccolo e di chiedere aiuto agli esperti.
Consiglio loro di attivare anche una solida rete di supporto che le sostenga. Rete formata dal marito e neo padre, dai familiari più vicini, dagli amici poiché la mamma non si senta mai il vissuto di essere sola di fronte alle proprie incertezze, ai propri dubbi, alla solitudine o alla pesantezza e responsabilità del ruolo genitoriale…Sommando queste risorse, forse si potrebbero evitare tante tragedie.

Dott.ssa Sonia Costalla

Comunicare con il corpo

Le parole servono per comunicare, il silenzio spesso per toccarsi.

Dott.ssa Sonia Costalla

Segnali di un comportamento autolesivo (ultima parte)

Quali sono i “segnali” che devono cogliere i genitori dei ragazzi “che si fanno male?”
Gli adolescenti autolesionisti sperimentano una profonda solitudine che si traduce nelle 4 terribili O.
“Odio tutto”, “Odio tutti”, Odio me stessa/me stesso. Martoriando il corpo, desiderano annullare la sofferenza della mente, per tamponare un dolore insostenibile.

1 ) Le parti più attaccate sono le braccia e le gambe ma si possono creare tagli anche sotto i piedi, nell’inguine o nelle parti intime.

2) Attenzione hai cambiamenti d’umore repentini: rabbia, nervosismo, tranquillità.

3) Tempo che gli adolescenti trascorrono in bagno sopratutto dopo forti stress.

4) Attenzione all’abbigliamento che copre le ferite: maglie e pantaloni lunghi anche nei mesi più caldi.

5) Attenzione hai braccialetti sulle braccia sopratutto se numerosi, per nascondere le ferite.

6) Attenzione alla presenza di macchie di sangue sulle lenzuola o sugli asciugamani.

La scusa più frequente di aver perso sangue dal naso.

E’ utile riconoscere i segnali degli adolescenti per evitare che il problema si cronicizzi e incanalare la loro sofferenza, magari affidandosi a un esperto.
Non esiste un segreto o una regola per vincere la noia adolescenziale, il primo passo sta nell’acquisire consapevolezza da parte del ragazzo del proprio disagio e capirne la causa.
Concluderei il mio intervento della giornata odierna con una frase che ho letto recentemente e che sento essere un po’ il filo conduttore tra tutti i temi trattati.

 

SE SI POTESSE SFRUTTARE LA NOIA

DISPORREMMO DELLA PIU’ POTENTE

FONTE DI ENERGIA

(Ramòn Gòmez de la Serna)

Dott.ssa Sonia Costalla

 

Cosa fare difronte a un figlio che si fa male (parte 14)

Un genitore che che si trova difronte a un figlio che si ferisce non deve colpevolizzarlo per evitare che si chiuda di più ma parlare con lui evitando scene teatrali e drammi.
L’atteggiamento empatico e l’accoglienza, potranno aiutare a gestire le emozioni in modo diverso.
L’autolesionismo è una richiesta d’aiuto da ascoltare perché i ragazzi parlano attraverso il corpo e le ferite rappresentano il loro dolore che deve e può avere voce.

Dott.ssa Sonia Costalla

Motivazione verso l’autolesionismo (parte 13)

Le motivazioni che spingono a farsi del male sono la convinzione di ridurre l’ansia, la rabbia e la frustrazione, ma anche un modo per esprimere il loro disagio, una conflittualità familiare, la bassa autostima e l’incapacità a tollerare i rimproveri e le regole.
La letteratura dimostra che l’autolesionismo può essere associato a problematiche alimentari, uso di sostanze o di alcol.
Esso e spesso accompagnato da sensi di colpa e sentimenti di vergogna paura di essere scoperti, di non essere capiti e considerati “diversi”.
Gli adolescenti autolesionisti hanno paura di essere criticati, giudicati ed attaccati dai genitori e temano di deluderli e di non essere “figli alla loro altezza”.
Se scoperti ricorrono a giustificazioni come graffi di animali, sfregamenti su superfici ruvide o cadute accidentali.

Dott.ssa Sonia Costalla