Il rispetto

Amore, lavoro e conoscenza

L’urlo spesso inascoltato

Esprimo alcuni pensieri nella settimana dedicata alla violenza contro le donne (celebrata il 25 novembre)che sento poter condividere come donna e come Psicoterapeuta
Spero possano essere spunto di riflessione sia per me, sia per tutte quelle donne che quotidiamente , subiscono all’ interno delle mura domestiche, forme subdole di violenza, forse piu’ pericolose di quelle fisiche, perché più difficili da riconoscere.Un livido lascia il segno, la denuncia può essere raccolta immediatamente, mentre altri gesti più subdoli, non sempre vengono riconosciuti come violenti. Mi riferisco a tutte quelle forme di controllo che oggi, grazie alla tecnologia , si possono mettere in atto sui cellulari e sui PC delle persone, ma che diventano violazione dello spazio personale e della privacy dell’ altro,non accettazione del limite oltre che forma di possesso. Viviamo in una società che per quanto venga negato, è ancora retrograda sotto molti aspetti oltre a celare aspetti fortemente maschilisti. Mi vengono in mente quegli uomini fortemente immaturi che nel momento in cui vengono lasciati dalla compagna, magari con buone ragioni, non accettano di perderla, nonostante non avrebbero mai avuto il coraggio di lasciarla.Meglio risultare delle vittime che scaricano sull’ altro le colpe e la responsabilità. Sono quegli stessi uomini che non sferrerebbero mai un pugno alla compagna , perché ci vuole “coraggio”, ma le fanno diventare oggetto del loro controllo perché temono, in quanto lasciati, di essere magari umiliati da amici, conoscenti. Ecco quindi il controllo su PC o cellulari delle ex compagne, mezzucci subdoli che si apprendono facilmente e si mettono in atto senza essere dei geni dell’ informatica.Questo per non ” tagliare il filo ” con la ex, per sapere cosa fa, perché è difficile non avere più il controllo o saperla felice e amata da un altro. Quante storie come queste ho sentito!
Queste donne diventano le vittime di narcisista passivi che una volta che i nodi vengono al pettine ( e succede quasi sempre cosí ), devono fare i conti con una Aferita che fa più male di un pugno.E’ una lama che taglia piú di un coltello , ma che lascia una ferita nell’ Anima.Lede l’ Autostima e il proprio spazio interiore e diventa a volte un urlo senza voce.Questi gesti subdoli creano nelle vittime incredulità e spesso vergogna per averli subiti dall’ uomo in cui si credeva cecamente. Si fa i conti con la solitudine e il senso di vuoto oltre che la titubanza per raccontare o meno la violenza psicologica subita, a cui dare un senso.Quello che si cerca non è un risarcimento economico o morale, ma qualcuno in grado di alleviare il peso di certi macigni.E’ bene rivolgersi a esperti professionisti capaci di ” leggere” la violenza oltre il gesto, oltre il segno.Se non si restituisce infatti un ” risarcimento ” e un valore emotivo a certi meccanismi subdoli e malati, la vittima oltre a dover fare i conti con la ferita che diventa come” un tarlo che scava, un solco”,dovrà fare i conti con la rabbia di non essere state credut e e tutelate. Non sottovalutare mai le violenze psicologiche subite, vuol dire portare gli aggressori ad assumere la responsabilità delle stesse iniziare un percorso terapeutico. Il controllo sull’ altro, nelle sue diverse forme e’ patologico e non correre ai ripari , finché e’ ” in germe”, vuol dire permettere forme di violenza sempre piu’ gravi.Riconosco che non sia facile per l’aggressore fare un percorso di crescita e di assunzione di responsabilità, come del resto non è facile per le vittime trovare Professionisti capaci e competenti sulla violenza.Gli aggressori sono dei grandi manipolatori e bugiardi patologici che mentre .mentono e negano l’ evidenza di dati oggettivi, guardano il terapeuta dritto negli occhi. Sta a lui smascherare le loro bugie e dar voce al dolore delle vittime , non dimenticando però che anche la codardia e i non detti degli aggressori , celano una profonda insicurezza , mancanza di autostima e una ” fame d’ amore” che non riescono a chiedere in modo adulto e ha profonde radici nell’ infanzia.

 

Dott.ssa Sonia Costalla

Donne

Riconoscersi

“Visto da vicino nessuno è normale.” -Franco Basaglia

Dott.ssa Sonia Costalla

Come la luna

“Ognuno di noi ha un lato oscuro e una zona d’ombra difficile da mostrare a se stessi e agli altri. Siamo un po’ come la luna, fatti di luci ed ombre.” Dott.ssa Sonia Costalla

Trasformazione

“O cambi o tutto si ripete”. Dott.ssa  Sonia Costalla

Appartenersi

“Chi si appartiene si ritrova.”

Dott.ssa Sonia Costalla

Dialogando consapevolmente

“Non esiste confronto senza umiltà e assunzione di responsabilità.” Dott.ssa Sonia Costalla

Amare e morire