La difficoltà di FARE lo Psicologo

Quello che mi risulta più difficile, nell’esercitare la mia professione di Psicoterapeuta è il fatto di far passare il messaggio a parenti e amici, che FACCIO la terapeuta ma rimango una PERSONA, con i miei pregi e i suoi difetti, con le sue gioie e le sue rabbie.
Lo psicologo è cosi’ abituato ad ascoltare gli altri e i loro problemi, che spesso viene ASCOLTATO POCO (ad esclusione dell’ambito lavorativo). La parte persona, infatti, viene spesso data per scontata, come se fare lo psicologo volesse dire sempre capire e giustificare gli altri…

Dott.ssa Sonia Costalla

Le condizioni per potere amre

Confrontati, ma sii sempre gentile.
Discuti, ma ebbi sempre rispetto. Sopporta, ma non abbassarti mai per nessuno.
Accetta le critiche, ma mai le imposizioni.
Ama, ma sopratutto…Amati!

Madre Teresa di Calcutta

Dott.ssa Sonia Costalla

 

Le emozioni e la tristezza nei bimbi più piccini

Gli studi scientifici dimostrano che la depressione è in largo aumento sia tra la popolazione adulta, sia tra gli adolescenti.
Sembra tuttavia che anche i bambini più piccoli, abbiano sempre più difficoltà a riconoscere e a gestire le proprie emozioni, sopratutto la rabbia.
Essi, in particolare, non riescono a individuare come si manifesti la tristezza.
Capita spesso che i comportamenti iperattivi caratterizzati da aggressività, celino sentimenti dolorosi o depressivi, già nei bimbi più piccoli.
I sintomi più frequenti sono i disturbi del sonno o legati al cibo, sintomi che non lascerebbero presagire disturbi di tipo emotivo.
Anche quelli che potrebbero sembrare capricci esasperati e comportamenti particolarmente oppositivi, nascondono a volte l’incapacità del bambino di gestire esperienze di tristezza e\o dolorose.
Si consiglia quindi ai genitori di porsi in un atteggiamento di ascolto e di osservazione dei propri figli, prima di giungere a conclusioni affrettate. Nei casi in cui l’occhio vigile dei genitori non bastasse, e bene rivolgersi precocemente a uno specialista, per evitare che il “nodo” si presenti in maniera più complessa, nelle fasi evolutive successive e in particolare in adolescenza.

 

Dott.ssa Sonia Costalla

Il cerchio magico

La realtà dei fatti di questi giorni, mi dà lo stimolo a riflettere su aspetti che ho trattato più volte.
Non basta riproporre l’insegnamento dell’Educazione Civica a scuola, se non esiste la circolarità di comunicazione e la coerenza tra quelli che sono gli educatori dei nostri figli: noi genitori prima di tutto, gli insegnanti, le persone che li seguono nelle attività sportive o nell’ambito dei luoghi di socializzazione…I valori comuni e condivisi da insegnare sono il rispetto, la non violenza, la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione, l’amore e la passione per la cultura…Provando a promuovere tutti insieme questi valori, riusciremo forse a rieducare i nostri ragazzi, al rispetto dei genitori, degli insegnanti, degli anziani e “delle persone speciali”. La condivisione di questo linguaggio comune, sensibilizzerà forse a divulgare valori più reali e meno virtuali, forse più datati, ma autentici e indispensabili per una società dignitosa e migliore.

 

Dott.ssa Sonia Costalla

Malattia e responsabilità individuale

Se sei malato, chiediti cos’hai fatto per diventarlo.

 

Ippocrate

 

Dott.ssa Sonia Costalla

L’importanza della parola

Quando sentiamo di dover dar voce a qualcosa, il volere o il dover tacere è una forma sottile di violenza o una menzogna.

dott.ssa Sonia Costalla

Creativamente

La creatività “non è solo far musica, dipingere, scrivere, e” anche trovare soluzioni agli ostacoli della propria quotidianità. Così, magicamente, le potenzialità diventano energia, sogni, desideri, VITA…

 

Dott.sa Sonia Costalla

Alle radici del cuore

La mente è in grado di produrre talvolta nobili pensieri, che se passano attraverso il cuore, diventano emozioni più o meno elaborate e possono generare le parti più creative dell’individuo.

Dott.sa Sonia Costalla

 

La rabbia e la violenza e le loro radici profonde

Credo che alla base di alcuni comportamenti violenti degli adolescenti , ci sia l’incapacità da parte dei genitori, di assumere in modo equilibrato, un ruolo affettivo e normativo, evitando di essere sia troppo rigidi, sia poco autorevoli…Noto spesso una confusione di ruoli da parte dei genitori, con un conseguente comportamento ambiguo.
Laddove manchi chiarezza, si genera nei figli confusione e spesso rabbia che degenera in violenza…

Dott.sa Sonia Costalla

Ai miei pazienti adolescenti…

Spesso è difficile far comprendere ai nostri figli e nel mio caso anche ai miei pazienti adolescenti, il filo sottile che esiste esiste tra l’essere attenti a certi segnali che in modo inconscio o manifesto ci arrivano e l’agire di conseguenza. Spesso la risposta, non deve essere letta come invadenza o come controllo, ma come l’essere attenti e presenti nella vita del figlio adolescente. Riconosco che anche un ragazzo abbia bisogno della sua privacy, ma non biasimo quel genitore che, se coglie dei segnali di disagio, prenda visione, anche senza autorizzazione, del telefono del figlio. Ricordo qui le conseguenze di gesti estremi di minori…e poi le scoperte di verità nascoste sui cellulari…Accetto e comprendo il bisogno di autonomia degli adolescenti, ma rimando loro il fatto che “volendo bruciare le tappe”, spesso non hanno un’adeguata capacità critica di scegliere. Riconosco inoltre come genitore e psicoterapeuta che i figli, all’interno di una famiglia, debbano essere tali. Non devono essere gli adulti, non devono mediare tra i genitori, non è giusto strumentalizzarli nelle dinamiche di coppia…Due genitori sufficientemente buoni, dovrebbero comunicare tra loro e non attraverso il figlio e dare messaggi  coerenti. Quando questo non  avviene l’adulto non viene riconosciuto e si perde il ruolo. Ne consegue che il figlio, sopratutto se adolescente, sviluppa comportamenti aggressivi e di ribellione tale, che possono sfociare nella violenza verso i genitori…Sempre oggi più frequenti sono nel mio studio di psicoterapia questi casi…Oggi l’ennesimo caso di cronaca di un adolescente che ha accoltellato un genitore. Prima di questi gesti estremi, però ci sono tanti altri segnali di violenza , in crescendo, che non si possono o non si vogliono riconoscere…In queste situazioni l’aiuto preventivo di un professionista, sarebbe prezioso…

 

Dott.sa Sonia Costalla