Il cibo e il suo simbolismo (3 parte)

La perdita di appetito è un sintomo tipico di molte patologie clinicamente significative come appunto la “bulimia” e “l’€anoressia mentale” In quest’ultima l’intera sintomatologia è centrata sul binomio cibo-corpo. La sfera mentale di un soggetto anoressico non viene mai compromessa, resta perfettamente efficiente e di solito “iperinvestita”, cioè è presente un corposo lavoro mentale che spesso si traduce in agiti maniacali e frenetici. Il rifiuto del cibo, ridotto progressivamente a quantità  sempre più esigue, non è accompagnato da perdita dell’ appetito. La fame infatti resta, smisurata.
Per alcuni autori e studiosi le anoressiche (gli anoressici sono rari; le stime parlano del 97% di malate di sesso femminile) cercano la fame, il cui non-soddisfacimento provocherebbe un piacere organico intenso. In tali casi si attuerebbe a livello istintuale una vera e propria perversione che porterebbe alla soddisfazione della non soddisfazione.
Queste ragazze da bambine non hanno mai dato grossi problemi, soprattutto di ordine alimentare. Tuttavia sono spesso cresciute all’ombra di un’esistenza falsa e falsata dalle richieste tacite e pressanti dei genitori. Hanno “ricevuto”€ e “subito”€ passivamente dal mondo esterno, incapaci di qualsiasi autonoma ed attiva rielaborazione. Cresciute buone, brave, ultra-coscienziose, con un buon rendimento scolastico, incarnano nella maggior parte dei casi l’ideale di perfezione di ogni buon insegnante o genitore, ma lo fanno in maniera esagerata. Il quadro familiare di solito è costituito da un padre assente fisicamente o emotivamente, secondo alcuni incorporato nella figura materna la quale viene percepita dalla giovane come magicamente onnipotente. Il più delle volte si tratta di una madre perfezionista, efficiente, autoritaria, che vuole il meglio dalla figlia. In altri casi invece siamo in presenza di una madre timida e insicura, casalinga e senza una occupazione lavorativa, che vive all’ombra di tutti. In quest’ultimo caso la madre ha il forte desiderio inconsapevole che la figlia realizzi ciò che lei non è stata capace di fare.

Dott.ssa Sonia Costalla

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