Il cibo e il suo simbolismo ( 4 parte)

Entrambi i genitori di un soggetto che presenta disturbi del comportamento alimentare tendono a considerare lo stesso come un loro supporto narcisistico (cioè una sorta di “prolungamento di s锝), ed ogni comportamento autonomo che esca fuori dalle regole è giudicato negativamente. Il corpo diventa allora l’unico spazio su cui tali soggetti possono esercitare la loro autonomia. Le relazioni con il cibo, anche se in maniera indiretta e simbolica, traducono ed esplicitano la relazione con la madre. Pare legittima l’idea che la patologia vissuta racchiuda in sé una non avvenuta incorporazione dell’oggetto buono materno. Inoltre è presente una profonda e complessa problematica personale, infatti l’anoressica non può serenamente identificarsi con la madre e quindi diventare donna perché è  dalla madre che deriva il rifiuto della “femminilità”€. Nell’adolescenza il corpo della bambina non può più ubbidire a questo ordine, ed esplode nella sua determinazione ed individuazione sessuale. Tuttavia la psiche dell’anoressica non può “€incarnarsi”€ in quel corpo e quindi si trova “costretta” in una sorta di paradosso esistenziale.
Il dimagrimento o il rigonfiamento corporeo esasperato di un soggetto con tali disturbi modella quindi un corpo “efebico”€, che ha come voluta conseguenza l’ annullamento delle peculiari e distintive rotondità  femminili.

Dott.ssa Sonia Costalla

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.