Il cibo ed il suo simbolismo (2 parte)

Alla luce di tutto ciò il disturbo alimentare assume i connotati di un disturbo sociale e culturale. Non è casuale il fatto che molti soggetti anoressici, in special modo giovani donne, investono molto tempo nello sport o in generale in qualsiasi attività  finalizzata alla modifica di aspetti corporei. Ricerche e contributi teorici legittimano l’idea che in tali situazioni vi sia un diniego della propria femminilità  corporea dal momento che nell’esercizio di tali maniacali ed assidue attività  (come ad esempio accade nel culturismo e nella danza) il risultato desiderabile riguarda la riduzione o l’eliminazione di quelle “rotondità” peculiari al prototipo di corpo femminile.

Storicamente l’approccio con il cibo relativamente al digiuno era assai differente tra uomo e donna. Secoli addietro i primi ferventi cristiani a digiunare erano di sesso maschile. Essi portavano a compimento tale azione manifestando una grande forza di volontà ; differentemente dalle prime donne cristiane, le quali, nell’adottare tale comportamento, dichiaravano di non riuscire a mangiare.
Nel 1800 e nel 1900 i soggetti che manifestavano in pubblico comportamenti atti a digiunare e al non nutrirsi divennero celebri.
Nel 1979 Russell utilizza per la prima volta l’espressione “bulimia nervosa” Da allora in poi si cercano di inquadrare nosograficamente tutte le insane interazione tra individuo e cibo.

Dott. Sonia Costalla

 

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