Il disturbo dell’ identità di genere in età pediatrica (seconda parte)

Dopo aver soppresso la pubertà, il percorso di transizione, prevede che il ragazzo\ragazza sperimenti una Real Life Experience (RLE), ovvero inizi a vivere come individuo del sesso percepito.
La (RLE) dovrebbe durare almeno due anni, durante i quali il soggetto può proseguire il proprio lavoro o la propria attività di studio e sviluppo dei caratteri sessuali relativi al sesso desiderato.
Questo obiettivo si raggiunge con un ciclo di terapia ormonale e più tardi con la chirurgia demolitiva e ricostruttiva.
Questa terza fase non si può iniziare prima dei sedici anni e necessita il consenso dei genitori.
In Italia i gruppi di auto aiuto per famiglie con DIG sono poco diffusi; sarebbe auspicabile una rete di supporto che coinvolgesse le strutture che accolgono i bambini (scuole gruppi sportivi…).
Perchè possa essere praticato un cambio dell’ Identità di genere, non devono essere presenti squilibri ormonali.
Deve esserci inoltre uno stress tale, da parte del soggetto da impedirgli lo svolgimento delle proprie attività lavorative, scolastiche e  sociali.
Non esiste una correlazione tra la presenza di un DIG e i disturbi psichiatrici.
L’adolescente con DIG può però andare incontro, durante questa fase, a depressione, anoressia, comportamenti suicidiari e fobie sociali.
Infine gli adolescenti con DIG riportano di aver subito aggressioni fisiche e verbali.

Dott.ssa Sonia Costalla

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