Storie di dolore…ed etica

In questi giorni, dopo i fatti avvenuti in Emilia Romagna, che hanno coinvolto anche due Psicoterapeuti della cintura di Torino, penso spesso alle vicende apprese dai giornali Fermo restando che non esprimo giudizi in merito alla consapevolezza o meno dei colleghi, perché questo spetterà agli Organi competenti, mi soffermo invece sull’importanza dell’etica e della deontologia nello svolgere la Professione di Psicoterapeuti. Lavoriamo con la storia delle persone, con il loro dolore e dobbiamo portare loro rispetto perché custodiamo come tesori, parte delle loro vite.
L’abuso è un’esperienza dolorosissima nella vita di un bimbo, perché va a ledere la propria intimità, la propria interiorità e la propria Anima.
Indurre un bambino a confessare un fatto così brutale, per “fini di lucro” , equivale a creare in lui e nelle famiglie accusate, delle ferite indelebili della stessa gravità di un abuso veramente accaduto.
Si tratta pur sempre di una forma di abuso, sottile, subdolo, di natura psicologica, che “taglia come un bisturi”. Da Psicoterapeuta mi dico che il valore di una vita e del valore di una persona, non ha VALORE MATERIALE, NON SI QUANTIFICA IN DENARO…DA PROFESSIONISTI, PERO’, DOBBIAMO RESTITUIRE IMPORTANZA E DIGNITA’ ALLA SOFFERENZA DEI NOSTRI PAZIENTI…LA NOSTRA SENSIBILITA’, EMPATIA, MA ANCHE LA NOSTRA ETICA E LA NOSTRA DEONTOLOGIA, DEVONO PRESCINDERE DAL VALORE ECONOMICO DELLA PRESTAZIONE, CHE SICURAMENTE E’ IMPORTANTE E DOVUTO, MA A MIO AVVISO, DI SECONDARIA IMPORTANZA.

Dott.ssa Sonia Costalla

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